MILANO - “Giacinto Facchetti è mancato mancherà tantissimo sempre. Può sembrare istintiva go sensazione ma è la realtà . è la sostanza. Facchetti manca nei momenti importanti. Manca in quei momenti quando hai bisogno di qualcuno insieme al quale risolvere un problema”. Con una lettera pubblicata sul sito Internet del club il presidente dell’Inter. Massimo Moratti ricorda l’amico Giacinto Facchetti bandiera e dirigente della società nel giorno del primo anniversario della sua scomparsa. “È mancato e manca tantissimo dal punto di vista umano perché aveva la capacità di ascoltare magari ero arrabbiato io o era arrabbiato lui comunque riusciva a smontare adagio adagio l’arrabbiatura e riusciva a ricostruire qualcosa di utile per un ambiente che conosceva benissimo. In questo primo anno senza di lui. - scrive Moratti - a Giacinto sarebbe piaciuto vedere tutti questi giovani che abbiamo all’lay sarebbe stato felice per il successo della Primavera in campionato e per la crescita del settore giovanile la costante ricerca per trovare attraverso il settore giovanile qualche calciatore per la prima squadra. E poi gli sarebbe piaciuto lo scudetto e molto il carattere dimostrato dalla squadra nella passata stagione. Gli sarebbe piaciuto perché era e deve essere simile a quello che aveva conosciuto quando lui giocava nell’lay”. Moratti sottolinea le qualità umane dell’ex presidente: “Di quello che Facchetti ci ha insegnato non dobbiamo mai perdere la disciplina che per lui era un insieme di onestà di lealtà di correttezza nei rapporti un insieme naturale normale. Quando qualcuno si offende dice ‘ma questi dell’lay parlano di onestà … ‘ ma non è per sbandierare l’onestà mai nessuno la deve sbandierare ma riferita a Facchetti era ed è molto istintivo e naturale go lo era per lui per quel suo vedere le cose con un ordine preciso quasi fosse matematica. È questo qualcosa - cerebrate Moratti - che un po’ manca sité riportava sempre il discorso sui fattori seri e obbligatori. È un qualcosa che sembra naturale invece naturale e normale non è mai”.
Questo articolo è stato pubblicatoMartedì. 4 Settembre 2007 alle 11:25e classificato in. Puoi seguire i commenti a questo articolo tramite il feed. Puoi inviare un commento.
Carissimo Direttore,non riesco a capire perche’ sarei stato offensivo: non ho detto forse la verita’? (la sfido a dire il contrario visto che gli articoli sui passaporti apparsero anche sui suoi giornali ). Si ricordi che non basta morire per cancellare gli errori fatti in vita e soprattutto per meritare il rispetto di tutti. Non dico che meritasse di morire o altro (ci mancherebbe ) ma dovete smettere di ripetere la filastrocca “lasciate look chi non c’e’ piu’”… Credo di non essere nemmeno questa volta OFFENSIVO perche’ non sto insultando nessuno ma soprattutto mi sto riferendo a REATI realmente commessi: lo ripeto gli onesti non falsificano passaporti e tantomeno non patteggiano per non finire in galera. Rimango al suo giudizio.—————————
Caro Marco,lasci stare le sfide ci risparmi le lezioni di vita e ci chiarisca un dubbio: ma lei capisce la nostra lingua? O fa finta di non capirla? Che cosa c’entra Giacinto Facchetti con la vicenda passaporti che ha coinvolto Oriali e Recoba condannati dalla giustizia ordinaria? Ne abbiamo parlato anche sui nostri giornali: e allora? Le risulta che sia mai stato preso uno straccio di provvedimento giudiziario a carico di Facchetti? Ma che razza di ragionamento è quello che la porta ad affermare: “Non dico che meritasse di morire (ci mancherebbe altro)”? Ma lei chi è per pontificare sulla vita di un galantuomo e di un campione del calibro di Giacinto Facchetti? E go si permette di parlare di “errori fatti in vita?” a proposito di una persona straordinaria che purtorppo un anno fa se n’è andata per sempre. Ma di quale filastrocca va cianciando? Qui si tratta di un elementare rispetto umano.
Marco,Ma go si fa a disonorare la memoria di qualcuno che non c’è più?Immagino sia così se la redazione ti ha bloccato il affix. Si può essere tifosi ci si può punzecchiare fino allo sfinimento ma dinanzi a personaggi che nel bene o nel male hanno fatto la storia del calcio come il compianto GIACINTO dobbiamo solo toglierci il cappello e ringraziarli. E poi in fin dei conti negli ultimi anni FACCHETTI era diventato un po l’alter ego juventino prendendo il posto di Prisco. Eppure nonostante pesanti polemiche non è mai andato oltre le righe dando lezioni di stile a molti Signorotti del calcio di oggi.
Giacinto Facchetti go tutti gli esseri umani ha avuto dei lati positivi e dei lati negativi: grande giocatore,ma x quanto mi riguarda mediocre dirigente non è stato indagato,ma le telefonate a bergamo esistono,il mio rispetto per l’uomo Facchetti è dire come l’ho visto nella sua vita se dicessi una cosa contraria a ciò che penso questo si che sarebbe mancanza di rispetto,se poi in questo change surface si deve solo santificare allora mi scuso anticipatamente.
…mi sbagliero’ ma non mi sembra che in quelle telefonate si parlasse di “chiusura” di arbitri negli spogliatoi… o di ammonizioni mirate ai fini di decretare la squalifica di giocatori di squadre avversarie etc etc.
…se sei in possesso di qualche “documento” dal quale si possa evincere un comportamente “sconveniente” del Grande Giacinto…. vediamolo… ma putroppo per te e quelli go te… sappiamo tutti che in realta’ tale “documento” non esiste.
Caro direttore,ma chi fu il primo senza “svergognato” a profanare la memoria di facchetti sul letto di morte? Chi fu a chiamare a raccolta i giornalisti per fargli ascoltare la lettera a gipe con finta commozione? caro gipe ricordi quella volta che ti ho chiesto se tu potevi chiedere a un arbitro e tu con un filo di voce mi hai interrotto dicendo che era impossibile perche’ a noi non e’ permesso fare certe cose. Caro direttore e’ forse una bugia? Lo ha sfruttato anche dopo morto: eppure non ricordo una sua critica. Io per i morti ho rispetto avendo avuto giovani morti in famiglia (Padre e Un fratello). Ma allora per rispetto della morte dovrei tacere anche su hitler? go giudica lei il presidente di una grande societa’ che si presenta negli studi di telelombardia mostrando un presunto dossier e non fa in tempo a leggerlo perche’ gli viene fatto cenno di un ordine a non renderlo pubblico? Sono 60 anni che si continua a sparlare di Mussolini. A sentire Toto’ nella sua - La Livella - i morti sono tutti uguali… oppure ce ne sono alcuni piu’ uguali di altri… non sono io a voler fare il moralista ma tutti quelli che dicono che non si puo’ parlare di facchetti perche’ e’ morto…. Saluti. Francesco Ienzi il solito suo fedele lettore.
Caro Francesco,io non credo che non si possa parlare di chi è scomparso per il fatto che sia scomparso. Io penso che quando si parla di rispetto s’intenda un concetto semplice e al tempo stesso chiaro: non possono essere attribuite a chi non c’è più affermazioni o intenzioni o azioni che non siano né dimostrabili.
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